Siate figli

Alla soglia dei 24 anni la mia riflessione riguarda l’essere figli. I nostri genitori ci hanno donato la vita (non soltanto come nascita ma come possibilità di vivere esperienze e affetto), ci difendono dal dolore del mondo, ci assistono nelle scelte e consigliano nei momenti più scabrosi. Insomma, i genitori sono promotori instancabili di vita e amore. Mi chiedo: com’è possibile per un figlio dare grandi dispiaceri ai genitori che hanno cercato in tutti i modi di farti sentire nel mondo, mai sbagliato, mai oppresso, sempre protagonista? Quasi a 25 anni senti ciò che sentono, non sei più il marmocchio che va difeso, sei il quasi adulto che è capace di donare la vita, seguire l’esempio, continuare ad essere figlio e poter diventare genitore. Ed è lì che capisci: le sofferenze, i sacrifici, le paure, le braccia sempre spalancate, i sorrisi di conforto, le parole non dette, l’emozione ad ogni traguardo. Sono queste le cose che amo dei miei genitori: l’amore instancabile. 

Forse proprio da qui dovremmo iniziare a cambiare il nostro modo di fare, provando ad essere figli dall’amore instancabile.